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IL MIGLIOR GESTIONALE PER L'ODONTOIATRA

BLOG DI DENTO

Apertura a giovani colleghi – ottimizzare l’uso delle attrezzature

Chi ha uno studio dentistico (soprattutto se fa statistiche con Dento) sa che, per avere un buon rendimento economico, è necessario avere un buon tasso di saturazione delle poltrone.

Il mio studio oggi è strutturato in questa maniera: tre poltrone, tre assistenti (due più segretaria/assistente) tre collaboratori (due odontoiatri e una igienista) ai quali si è aggiunta da Marzo una collega ortodonzista che porta i propri pazienti.

Visto che in due pomeriggi, nei quali esco per collaborazioni ortodontiche, lo studio è sotto utilizzato, sto cercando colleghi che abbiano bisogno di una bella struttura per operare sui propri pazienti.

Chi tra gli utenti di Dento è stato nel mio studio sa che è ben attrezzato e organizzato.

Germano Usoni

Indici sintetici di affidabilità fiscale, i nuovi ISA

Gli studi di settore vengono sostituiti dagli ISA, Questa è la tabella delle tipologie di attività:Come potrete notare mancano nelle voci Conservativa e Igiene e Prevenzione, andranno sommati in: “Altre specializzazioni odontoiatriche”. Nella precedente modifica delle tipologie degli studi di settore, erano da poco state separate (giustamente) Conservativa ed Endodonzia che erano insieme, ora di fatto sparisce Conservativa. L’impressione che, chi stila queste tabelle sia un incompetente del settore, penso sia fondata. Ho fatto questa premessa per dirvi che non ho intenzione di passare ore a modificare Dento per seguire questa nuova divisione che probabilmente verrà modificata ancora.

E’ uscito FileMaker 18, forse è ancora attiva la promozione acquisto una e ne ricevo un’altra…

Approfitto per augurarvi buone vacanze

Germano Usoni

Voi come avete calcolato il prezzo di una prestazione?

Se, come me, che sono vecchio, vi svegliate di notte e girovagate su internet, vi capiterà di finire su siti che spiegano ai potenziali pazienti qual’è il giusto prezzo di una prestazione dentale.

Sono considerazioni sempre inutili, il costo di una prestazione dentale dipende da innumerevoli fattori, location (nazione, regione, comune e zona), dotazione dello studio, dimensione dello studio, materiali usati, laboratori odontotecnici scelti e come l’odontoiatra ha voluto o saputo posizionarsi nella scala dei valori dei colleghi professionisti.

  • Ma voi come avete calcolato il prezzo di una prestazione? A caso? Avete sentito cosa fanno gli altri attorno a voi?
  • Dopo che lo avete stabilito, siete in grado di conoscere l’utile di una prestazione?
  • Nel prezzo mettete anche la vostra retribuzione come se foste un consulente esterno?

Avete fatto più listini? Ad esempio per eventuali convenzioni? sapreste in questi casi di quanto poter scendere senza andare in perdita? E gli sconti? Avete idea di che percentuale di sconto potete fare su di un piano di cura?

Avete pensato a che margine di guadagno per ora vorreste dal vostro studio? A fine anno vi avanzano soldi per eventuali investimenti in nuove tecnologie?

Oggi la nostra professione non consente i margini di guadagno di 30-40 anni fa, non possiamo più essere approssimativi, fallire oggi è un rischio reale anche per gli studi dentistici.

Dento ha tutti gli strumenti per rispondere alle domande che vi ho posto, li sapete utilizzare?

Germano

 

Debug

Una situazione particolare di fatturazione tra due genitori separati ha evidenziato un problema che non era mai emerso dopo anni e anni che uso Dento: debug necessario! Abbiamo trovato una relazione sbagliata e corretto l’errore. Per questo abbiamo passato un’intera giornata a fare piccoli miglioramenti:

Nelle ricerche per fascia di età in anagrafica si generava un errore per i pazienti oltre 66 anni, risolto.

In fatturazione elettronica non veniva riportato il codice univoco in iFatturePA.

Ora si può scegliere di non generare l’xml tutte le volte che stampiamo una fattura elettronica (grazie a Andrea Cazzola che l’ha segnalato).

E’ possibile una maggiore personalizzazione dei costi variabili di una prestazione per adattarsi alla situazione reale di volte in volta (pensiamo a lavorazioni di laboratorio non standard che aumentano il prezzo). E’ stata aumentata la sicurezza negli accessi alla scheda dentale, ora solo chi ha i giusti permessi può variare la data di esecuzione di una fase.

Sto lavorando sulla lettura della tessera sanitaria per inserire automaticamente i dati anagrafici ma per ora ho grossi problemi con i driver per Macintosh…….

Germano

 

Conviene essere convenzionati? Vediamo i fatti

Già altre volte ho parlato di convenzioni sul blog, anche con cifre, tanto che nell’agosto 2014 avevo pubblicato questo post:

I vecchi e i proverbi: il tempo è denaro!

e, per questo articolo fui invitato da Unisalute a Bologna, grattacielo Unicredit, ventesimo piano, a parlare con l’allora capo della sezione odontoiatrica Giacomino Vallar. In poco più di un’ora confrontammo dati e statistiche, le mie analisi non discostavano più dell’1% dalle loro…. (si complimentarono….) non capii completamente il senso di quell’invito che, probabilmente, era solo per capire il punto di vista dell’odontoiatra medio.

Quello che apparve chiaro a me, invece, è che l’odontoiatria, libera e bella professione per la quale io avevo passato anni sui libri, era finita. Mi dissero quanti erano gli studi convenzionati, ma mi stupì molto di più quanti erano quelli in attesa di convenzionamento. Era evidente chi aveva in mano tutti gli assi a quel tavolo. La potenza politica ed economica di Unicredit contro una moltitudine di studi odontoiatrici divisi e tesi ad accaparrarsi pazienti a suon di visite e detratrasi gratuite.

E la stangata arrivò puntuale, nel 2016, con decisione unilaterale, come solo le banche e le assicurazioni possono fare, Unisalute abbassò i tariffari degli studi di circa il 30%…..analizziamo con Dento cosa ha significato per i poveri studi convenzionati:

Iniziamo dalle ore lavorate. Dento, a patto di usare l’agenda elettronica consente di sapere quante ore abbiamo lavorato in un periodo e le divide persino per tariffario!

Così scopriamo che nel 2017 sommando i tariffari “Unisalute” e “Unisalute 2016”, lo studio Usoni ha lavorato il 19,8% del tempo per Unisalute (342,5 ore), mentre nel 2018 il 17,2% (340,5 ore). Dento è in grado anche di dirci i costi fissi e variabili di quei periodi, e lo fa istantaneamente (se avete compilato la prima nota cassa banca).

I costi orari fissi del 2017 erano 77,40 euro mentre quelli del 2018 sono stati 77,66 euro. Pertanto sommando i costi dei due periodi abbiamo costi fissi riferiti a Unisalute dal 2017 al 2018 di 52.952,90 euro.

I costi orari variabili del 2017 erano 71,23 euro mentre quelli del 2018 sono stati 73,86 euro pertanto sommando i costi dei due periodi abbiamo costi variabili riferiti a Unisalute dal 2017 al 2018 di 49.545,30 euro.

La somma dei costi fissi e variabili per il periodo 1-1-2017…31-12-2018 riferiti al tempo utilizzato per eseguire i lavori dei pazienti Unisalute sono stati 102.497,70 euro

A questo punto vediamo, sempre con le funzioni di Dento, che fatturato per Unisalute abbiamo avuto per il periodo 1-1-2017…31-12-2018…..e troviamo, udite udite  78.096,59 euro! Vuol dire che io e miei collaboratori abbiamo lavorato 683 ore pari a 85 giorni lavorativi di 8 ore per generare una perdita di 24.401,11 euro! Ottantacinque giorni della nostra unica vita passati a generare una perdita!!!

Vi assicuro che se non avete gli strumenti di misura, non ve ne accorgete. Lavorate come matti, studio pieno e il conto in banca è, se va bene, stazionario. Chi spinge per i convenzionamenti, asserisce che è un sistema per generare nuovi contatti che alimentano il passaparola, falso, è un passaparola legato ai prezzi bassi  e non alla qualità del vostro lavoro, Vi portate in casa solo altra zavorra che affonda il vostro studio.

Naturalmente appena finita questa analisi, a Gennaio ho chiuso con Unisalute, mi rimane solo il FASI come convenzione, ma li il discorso è molto diverso (ma li tengo d’occhio comunque….).

Traete le vostre conclusioni, se siete convenzionati e avete strutture più agili della mia, avrete meno perdite, se usate tempi stretti e “tirate via” sulla qualità del lavoro potreste forse andare in pari (non guadagnare) ma vi sarete relegati in una fascia di odontoiatria di basso livello con una clientela per nulla interessata alla qualità del lavoro ma solo al singolo euro risparmiato.

Termino con un racconto che avvalora tutto quanto detto sopra: ho mandato a tutti i pazienti, dei quali avevo indirizzo mail, l’avviso che non sarei più stato convenzionato con Unisalute. Ho promesso che, ai pazienti Unisalute che fossero rimasti, per un anno avrei adottato il listino Unisalute pre 2016 (quello non decurtato del 30%).

Un paziente, dipendente Unicredit, ha fatto una ablazione successivamente a questo avviso che riferisce però di non aver ricevuto. Ha speso 90 euro ma, visto che non sono più convenzionato, non avrà il rimborso di 90 euro (ha il rimborso del 100% se utilizza strutture convenzionate) ma solo di 72 euro (80% del rimborso perché non sono più convenzionato) perciò ha deciso (unilateralmente deve essere una vizio legato alle assicurazioni) che mi pagherà solo 72 euro! Ma non subito, solo quando avrà ottenuto il rimborso……. e stiamo parlando di una famiglia con una figlia quindicenne che conosco da sette anni con la quale ho fatto una impegnativa ortodonzia fissa e alla quale non facevo pagare le visite di controllo!

Avete, con Dento, la possibilità di analizzare ogni aspetto della nostra professione, usatelo e usate il blog, fate domande qui per conoscere tutti gli aspetti di Dento, anche perché di fare i corsi mi sono stancato.